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Tonino Miccichè, Movimenti anni ’70 Torino, Assassinio Tonino Miccichè, Lotte per la casa Torino, Lotta Continua 1975

Tonino Miccichè, Movimenti anni ’70 Torino, Assassinio Tonino Miccichè, Lotte per la casa Torino, Lotta Continua 1975

Chi era Tonino

Chi era Toni­no

«Sici­lia­no di Pie­tra­per­zia, emi­gra­to, era entra­to alla Fiat-Mira­fio­ri come ope­ra­io del­le Mec­ca­ni­che diven­tan­do subi­to per i suoi com­pa­gni di lavo­ro un pun­to di rife­ri­men­to, “un’a­van­guar­dia inter­na” come si dice­va allo­ra. Sem­pre alla testa dei cor­tei e degli scio­pe­ri che segna­ro­no lo scon­tro socia­le alla Fiat dall’ ”autun­no cal­do” in poi, ma anche sem­pre pron­to a rin­cuo­ra­re i com­pa­gni con il calo­re del­la sua pro­fon­da uma­ni­tà, a sdram­ma­tiz­za­re la ten­sio­ne del­la lot­ta con i suoi stor­nel­li — stro­fet­te inven­ta­te sul momen­to secon­do i modu­li di vec­chie bal­la­te popo­la­ri — e i suoi imma­gi­ni­fi­ci sopran­no­mi che pri­vi­le­gia­va­no come ber­sa­glio sati­ri­co i com­pa­gni di lot­ta e i lea­der del­l’or­ga­niz­za­zio­ne. Il 27 gen­na­io 1973, in segui­to a taf­fe­ru­gli con la poli­zia avve­nu­ti sot­to la sede del Msi, era sta­to arre­sta­to. Pochi mesi dopo, a cau­sa di quel­l’e­pi­so­dio, la Fiat lo licen­ziò.

Era quin­di faci­le per tut­ti rac­co­glier­si intor­no a un sim­bo­lo come Toni­no. I vec­chi “ope­rai di mestie­re”- la “base” del Pci alla Fiat — si rico­no­sce­va­no nel­la sua assen­na­tez­za, nel­la sua capa­ci­tà di sce­glie­re di vol­ta in vol­ta la for­ma di lot­ta tat­ti­ca­men­te più giu­sta. I nuo­vi “ope­rai mas­sa” guar­da­va­no a lui più come a un “capo­po­po­lo” che a un’a­van­guar­dia di lot­ta in sen­so tra­di­zio­na­le. Per le miglia­ia di occu­pan­ti del­la Fal­che­ra era sem­pli­ce­men­te il “sin­da­co del quar­tie­re”, il lea­der che si era­no scel­ti spon­ta­nea­men­te, subi­to, dal set­tem­bre 1974, quan­do tut­ti insie­me, in una not­te, ave­va­no occu­pa­to i 1340 allog­gi del­l’­la­cp — l’I­sti­tu­to auto­no­mo case popo­la­ri — sul pun­to di esse­re ulti­ma­ti e asse­gna­ti. Sen­za nes­su­na cari­ca “uffi­cia­le”, per tut­ti quei mesi Toni­no era sta­to il loro rap­pre­sen­tan­te al tavo­lo del­le trat­ta­ti­ve per la scel­ta del­la desti­na­zio­ne degli appar­ta­men­ti; ave­va orga­niz­za­to un cen­si­men­to — sca­la per sca­la, pia­no per pia­no, palaz­zi­na per palaz­zi­na, com­pre­se le tre “tor­ri” di die­ci pia­ni — del­le fami­glie e del­le loro esi­gen­ze; ave­va pro­mos­so l’e­le­zio­ne dei dele­ga­ti di sca­la; e ave­va vara­to un “comi­ta­to”, un’as­sem­blea in cui si discu­te­va­no le deci­sio­ni e le moda­li­tà del­la lot­ta (le per­so­ne anzia­ne a pre­si­dia­re gli allog­gi occu­pa­ti, gli adul­ti a tra­spor­ta­re mas­se­ri­zie, mobi­li, cibo, elet­tro­do­me­sti­ci, mate­ras­si, i bam­bi­ni a fare da sen­ti­nel­le sui bal­co­ni).

Le moti­va­zio­ni del suo licen­zia­men­to, poi, sem­bra­va­no fat­te appo­sta per sal­da­re il vec­chio anti­fa­sci­smo del­la Resi­sten­za e del luglio ’60 con il nuo­vo anti­fa­sci­smo mili­tan­te cre­sciu­to nel­la lot­ta con­tro le stra­gi, i col­pi di Sta­to ten­ta­ti o annun­cia­ti, le devia­zio­ni degli appa­ra­ti isti­tu­zio­na­li e dei ser­vi­zi segre­ti.»

[Gio­van­ni De Luna – Le ragio­ni di un decen­nio]

 

Ricor­da­re Toni­no per noi non è un’operazione sem­pli­ce­men­te memo­ria­li­sti­ca. Rie­vo­ca­re la sua figu­ra ha sen­so sola­men­te se que­sta ini­zia­ti­va si col­le­ga con i biso­gni e con le odier­ne pra­ti­che di lot­ta, in pri­mo luo­go a quel­le per il dirit­to alla casa, con­tro gli sfrat­ti, la ren­di­ta e la spe­cu­la­zio­ne edi­li­zia.

Nota degli autori

Nota degli auto­ri

A cin­quan­t’an­ni dal suo assas­si­nio, que­sto nuo­vo libro riper­cor­re il per­cor­so poli­ti­co di Toni­no Mic­ci­chè, mili­tan­te di Lot­ta Con­ti­nua assas­si­na­to nel 1975 duran­te le lot­te per il dirit­to alla casa a Tori­no. Un viag­gio attra­ver­so gli anni ’70: un’e­po­ca carat­te­riz­za­ta da inten­se lot­te ope­ra­ie e stu­den­te­sche, da pro­fon­di con­flit­ti urba­ni e dal desi­de­rio arden­te di tra­sfor­ma­re la socie­tà attra­ver­so la pra­ti­ca poli­ti­ca quo­ti­dia­na. Con que­sta pub­bli­ca­zio­ne non inten­dia­mo costrui­re miti o pro­por­re nar­ra­zio­ni mera­men­te memo­ria­li­sti­che. Toni­no non era un eroe del­la lot­ta di clas­se. Era un mili­tan­te par­te inte­gran­te di un gran­de movi­men­to col­let­ti­vo. Un’e­po­ca in cui ope­rai e ope­ra­ie, pro­le­ta­ri e pro­le­ta­rie, si rifiu­ta­ro­no di subi­re pas­si­va­men­te. Rifiu­ta­ro­no di esse­re l’ul­ti­mo gra­di­no del­la sca­la socia­le, quel­lo a cui era nega­to tut­to. La lot­ta per la casa non è solo una bat­ta­glia del pas­sa­to. Oggi si ripre­sen­ta con nuo­ve for­me, nuo­vi sfrut­ta­men­ti, nuo­ve emer­gen­ze. Se allo­ra si occu­pa­va­no inte­ri caseg­gia­ti, oggi ci con­fron­tia­mo con cit­tà che espel­lo­no siste­ma­ti­ca­men­te stu­den­ti, lavo­ra­to­ri pre­ca­ri e fami­glie a bas­so red­di­to attra­ver­so un mer­ca­to immo­bi­lia­re sem­pre più esclu­si­vo. Que­sto sce­na­rio è aggra­va­to dal­la pro­li­fe­ra­zio­ne degli affit­ti bre­vi tra­mi­te piat­ta­for­me come Airbnb, che han­no sot­trat­to miglia­ia di appar­ta­men­ti al mer­ca­to degli affit­ti lun­ghi, con­tri­buen­do alla deser­ti­fi­ca­zio­ne dei cen­tri sto­ri­ci svuo­ta­ti di chi ci è sem­pre vis­su­to. L’in­tro­du­zio­ne del Codi­ce Iden­ti­fi­ca­ti­vo Nazio­na­le (CIN) per gli affit­ti turi­sti­ci si è rive­la­ta inef­fi­ca­ce. A Roma come a Firen­ze, ma anche a Tori­no, il feno­me­no con­ti­nua incon­trol­la­to. A Tori­no quar­tie­ri come San Sal­va­rio e il Qua­dri­la­te­ro Roma­no sono ormai sim­bo­li di que­sta tra­sfor­ma­zio­ne. Il silen­zio non è neu­tra­li­tà: è uno stru­men­to di con­trol­lo. Se le lot­te per la casa scom­pa­io­no dai media, se gli sfrat­ti diven­ta­no invi­si­bi­li, se la gen­tri­fi­ca­zio­ne vie­ne pre­sen­ta­ta come pro­gres­so ine­vi­ta­bi­le, stia­mo già suben­do una scon­fit­ta. Ecco per­ché ricor­da­re Toni­no e le bat­ta­glie degli anni ’70 non è nostal­gia. È un atto di resi­sten­za con­tro l’o­blio pro­gram­ma­to. Le lot­te non muo­io­no con il silen­zio media­ti­co. Muo­io­no nel­l’in­dif­fe­ren­za. Muo­io­no nel­l’ac­cet­ta­re lo sfrat­to come rou­ti­ne. Muo­io­no nel vede­re un quar­tie­re svuo­ta­to come “nor­ma­le evo­lu­zio­ne urba­na”. Ma se la memo­ria è il pri­mo atto poli­ti­co, allo­ra dob­bia­mo chie­der­ci: come pos­sia­mo rom­pe­re il silen­zio main­stream? Dal­le assem­blee di quar­tie­re alle map­pa­tu­re col­let­ti­ve degli sfrat­ti, dal­le reti di soli­da­rie­tà agli spor­tel­li popo­la­ri, le pra­ti­che di resi­sten­za ci sono già. Il pun­to è come far­le cre­sce­re, come con­net­ter­le, come ren­der­le impos­si­bi­li da igno­ra­re. Le paro­le di Toni­no sui comi­ta­ti di lot­ta, cin­quan­t’an­ni dopo, trac­cia­no un per­cor­so pos­si­bi­le: “Quel­la che c’è qui è un’or­ga­niz­za­zio­ne del ter­re­no socia­le che può fun­zio­na­re anche nei quar­tie­ri pro­le­ta­ri, nel cen­tro sto­ri­co per esem­pio. Avrem­mo uno stru­men­to per­ma­nen­te per rispon­de­re ad ogni attac­co del padro­ne, a tut­ti i suoi ten­ta­ti­vi di aumen­ta­re l’af­fit­to, il riscal­da­men­to, le bol­let­te del­la luce.” Dob­bia­mo rin­gra­zia­re Rena­to Vara­ni del­la Coli­brì non solo per il lavo­ro fat­to, ma anche per la fidu­cia accor­da­ta­ci!

Copertina

La coper­ti­na

 

Copertina del libro Tonino Miccichè Dal Sud alla metropoli torinese Edizioni Colibrì 2025

Toni­no Mic­ci­chè e il Comi­ta­to di Lot­ta del­la Fal­che­ra
(foto di Gil­ber­to Ange­lo­ro ele­bo­ra­zio­ne gra­fi­ca di Ange­lo Capret­ti).

Indice

L’in­di­ce del libro

Indice del libro

Fotografie

Alcu­ne del­le imma­gi­ni pre­sen­ti nel libro

Tonino Miccichè (in primo piano), Franco Platania (il terzo) e Calogero "Lillo" Montana
Toni­no Mic­ci­chè (in pri­mo pia­no), Fran­co Pla­ta­nia (il ter­zo) e Calo­ge­ro “Lil­lo” Mon­ta­na

Tonino ai cancelli della Mirafiori (Tano D'Amico)
Toni­no ai can­cel­li del­la Mira­fio­ri

Marzo ’73 – Mirafiori (Dario Lanzardo)
Mar­zo ’73 – Mira­fio­ri

Occupazione del Municipio di Torino (Gilberto Angeloro)
Occu­pa­zio­ne del Muni­ci­pio di Tori­no

Lo schieramento della polizia in via Fiesole
Lo schie­ra­men­to del­la poli­zia in via Fie­so­le

Torino: occupazione di via San Remo (Dario Lanzardo)
Tori­no: occu­pa­zio­ne di via San Remo

Il box davanti il quale è stato assassinato Tonino Miccichè (Giò Palazzo)
Il box davan­ti il qua­le è sta­to assas­si­na­to Toni­no Mic­ci­chè

Funerali di Tonino Miccichè in piazza Duomo (Gilberto Angeloro)
Fune­ra­li di Toni­no Mic­ci­chè in piaz­za Duo­mo

Funerali di Tonino Miccichè a Pietraperzia
Fune­ra­li di Toni­no Mic­ci­chè a Pie­tra­per­zia

Maggio 1975 – L’inaugurazione della lapide (Giò Palazzo)
Mag­gio 1975 – L’inaugurazione del­la lapi­de

Maggio 1975 – La lapide rimossa (Giò Palazzo)
Mag­gio 1975 – La lapi­de rimos­sa
Tonino Miccichè